Ilaria nella giungla di Ilaria Camilletti

copertina del libro Ilaria nella giungla in uan libreria: c'è una ragazza che guarda in camera nascosta da foglie verdi

copertina del libro Ilaria nella giungla in uan libreria: c'è una ragazza che guarda in camera nascosta da foglie verdiTre domande è una rubrica che curo per L’indiependente, racconta gli esordi più brillanti e lo fa con le parole di autrici e autori. L’ospite di questa puntata è Ilaria Camilletti, vent’anni, autrice di Ilaria nella giungla, sua opera prima pubblicata da Accento. Un romanzo corale con una protagonista, di nome Ilaria, che naviga l’estate dopo la maturità in una giungla metaforica: un bar di Ostia di nome L’Oasi. Tra avventori casuali e dipendenti sui generis, ognuno ha delle storie straordinarie da raccontare che concorrono ad aiutare Ilaria a oltrepassare una soglia di consapevolezza e affrontare il futuro con briciole di certezze e tanta tenerezza in più.

L’intervista su L’indiependente.

L’isola dove volano le femmine, l’esordio di Marta Lamalfa

Un libro davanti a una libreria, nelal copertina due donne sembrano spiccare il volo

Un libro davanti a una libreria, nelal copertina due donne sembrano spiccare il voloSi diceva che fossero capaci di magie e dispetti, ma soprattutto sapevano volare sopra le nuvole da Alicudi, nelle Eolie, fino a Palermo, in un battito di ciglia. Sono le majare, donne/streghe protagoniste dell’esordio nella narrativa di Marta Lamalfa per Neri Pozza, L’isola dove volano le femmine. Siamo ai primi del Novecento e la carestia ad Alicudi costringe gli abitanti a usare la segale cornuta per il proprio pane. La chiamano così perché ci sono delle piccole protuberanze nere sulle spighe, hanno un cattivo odore, di marcio e perduto. Questa segale li avvelenerà per anni: le protuberanze, dette tizzonare, contengono funghi velenosi e allucinogeni. Ma la fame è fame, soprattutto per una delle famiglie più povere della città. Sono i membri di questa famiglia gli altri protagonisti del romanzo, anime che Lamalfa segue con cura e a cui attribuisce una voglia di riscatto timida ma crescente.

Ritorno alla rubrica che mi diverte di più, le Tre Domande per scrittrici e scrittori esordienti, e con Marta Lamalfa dialoghiamo sulla costruzione del romanzo, delle intenzioni di scrittura, della lingua antica che costruisce per questo libro e del ruolo del Meridione nella narrativa italiana. 

Per approfondire

Il documentario L’isola analogica di Francesco G. Raganato dedicato alle leggende di Alicudi.

L’intervista: Milena Agus, Notte di vento che passa

Copertina romanzo Notte di vento che passa di Milena Agus: illustrazione di una ragazza legge un libro seduta sul ramo di un abero

Copertina romanzo Notte di vento che passa di Milena Agus: illustrazione di una ragazza legge un libro seduta sul ramo di un aberoCosima è una giovane donna che prova a capire il mondo, vive in una Sardegna luminosa e dolente tra Cagliari e il suo entroterra, con una madre avvelenata dalla vita, un padre sognatore e una famiglia a pezzi. A ricoprire un ruolo fondamentale nella sua formazione anche una professoressa di lettere e l’amico di sempre, Abya Yala, ma soprattutto i libri e le storie che contengono. La scrittrice cagliaritana Milena Agus torna al romanzo con Notte di vento che passa edito da Mondadori, opera che fa della letterarizzazione della vita il suo punto focale.
Letterarizzare significa leggere il reale con la lente del poetico, della letteratura, perché tutto si può ricondurre a una storia che è stata raccontata e talvolta scomparire per un poco in quella dimensione aiuta a rendere più tollerabile il reale. Con una grazia e una disponibilità impareggiabili, Milena Agus, autrice di lungo corso, finalista allo Strega con il suo Mal di Pietre, storia di una donna atipica e incompresa a partire dal Secondo Dopoguerra, mi ha concesso questa intervista. Il tema portante è l’identità e insieme parliamo di famiglia, di scrittura, di Sardegna e di come ci si realizza in questo sud avaro e bellissimo, se grazie a lui o suo malgrado.

Per approfondire

La nuova edizione di Mal di Pietre, Nottetempo.

Foto di Alessia Ragno.

Tre domande a Carmelo Vetrano

Copertina del romanzo "Il censimento dei lampioni". Un padre e un figlio seduti su un camioncino, vicini.

L’esordio di Carmelo Vetrano nel romanzo si chiama Il censimento dei lampioni”, pubblicato per Laurana editore nel 2022; lo scrittore è ospite della rubrica Tre domande per L’indiependente, nata per esplorare l’inventiva e le fasi del lavoro di scrittura di autrici e autori, soprattutto alle prime pubblicazioni. Le domande sono complesse: come nasce una storia? Come si sviluppa? E quanto è necessario riscrivere frasi, paragrafi e capitoli per avvicinarsi all’idea che si ha in testa? Ne “Il censimento dei lampioni”, Carmelo Vetrano scrive la storia di un uomo, Sebastiano, e dei tentativi di riconciliazione con un padre problematico, la propria terra (un Salento discreto e silenzioso) e sé stesso. A scandire il tempo dei ricordi e del rimuginare, il censimento dei lampioni nelle strade dell’ entroterra salentino, compagni inattesi ma fondamentali in questo tentativo di redenzione.  

L’intervista completa è su L’Indiependente.

Ritratto dello scrittore Carmelo Vetrano

Per saperne di più su Carmelo Vetrano

Vetrano è originario di San Pancrazio Salentino. Il suo “Il censimento dei lampioni” è pubblicato da Laurana editore nella collana Fremen curata da Giulio Mozzi.